Sushi al salmone, origine norvegese

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I bisotti della fortuna cinesi sono giapponesi

I biscotti della fortuna sono un classico fine pasto della cucina giapponese e cinese. Ogni biscotto contiene un bigliettino chiamato fortuna, cioè una frase divinatoria, un buon augurio o un semplice consiglio. Tuttavia, in Cina non si sa che cosa siano. Infatti, erroneamente questi vengono attibuiti al popolo cinese, al contrario nascono sull’arcipelago nipponico. A provarlo è un’incisione del 1878 presente sul libro di storie “Moshiogusa Kinsei Kidan”, dove vengono raffigurati tre personaggi, uno dei quali alle prese con la loro cottura sulle griglie.
In Giappone si chiamano tsujiura senbei, sono leggermente diversi da quelli a cui siamo abituati: un po’ più scuri con la fortuna in mezzo e non all’interno.

Ma come sono arrivati in Occidente?

I biscotti della fortuna approdano in America negli anni della Prima Guerra Mondiale, in seguito alla forte immigrazione giapponese e cinese. A renderli noti furtono il giapponese Makoto Hagiwara, ex custode nei giardini del tè in Giappone, dove era usanza servire i senbei e una volta in America propose questi biscotti anche al Tea Garden di San Francisco riscuotendo molto successo. Nel frattempo il cantante cinese David Jung, approdato a Los Angeles, fondò nel 1916 la Hong Kong Noodle Company e iniziò a produrre anche i biscotti della fortuna.

I dolcetti si diffusero così in tutto il paese e con essi crebbero piccole pasticcerie cinesi e compagnie cinesi che producevano biscotti, contemporanemante molti giapponesi erano stati mandati nei campi di internamento e i cinesi, intelligentemente, presero la produzione in mano.

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