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La zuppa di miso

La zuppa di miso

 
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La zuppa di miso è un piatto tipico della tradizione alimentare giapponese ed uno dei piatti principali proposti dalla cucina macrobiotica, nata proprio in Giappone.

Questa comprende sempre tre tipologie di ortaggi tra i propri ingredienti: verdure a foglia (come le verze o i cavoli), ortaggi tondi (come le cipolle) e tuberi o radici (come le carote o le rape). In questo modo si ottiene un piatto equilibrato e ricco di energia.

L’ingrediente principale per insaporire questo piatto, da cui la zuppa stessa prende il nome, è il miso. Si tratta di un condimento utilizzato spesso per la preparazione del brodo. È l’equivalente naturale, e molto più nutriente, del dado da cucina industriale comunemente utilizzato in occidente. Questo viene ottenuto da fagioli di soia fermentati grazie all’azione di un fungo microscopico.

Il miso rafforza il sistema immunitario e regola le funzioni intestinali. In Giappone questa zuppa non è considerata un semplice alimento, ma un vero e proprio rimedio curativo, soprattutto in caso di raffreddore e influenza.

Il pesce fugu

Il pesce fugu

 
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Il fugu per i giapponesi altro non è che il pesce palla, un pesce piuttosto pericoloso, specie se servito a tavola; ciò nonostante rimane uno dei piatti più prelibati e costosi della cucina giapponese.

Il Fugu contiene all’interno del suo corpo una sostanza pericolosa e mortale, la tetradotossina. Si tratta di un veleno potentissimo, più forte del cianuro, che paralizza i muscoli della vittima lasciandola però cosciente.

Vista la grande tossicità di questo pesce, in Giappone qualunque cuoco voglia cucinarlo nel proprio ristorante deve ottenere una particolare attestazione, nonché aver svolto un tirocinio apposito pluriennale. Se poter cucinare il pesce palla in Giappone è una sfida non da poco, in Italia è praticamente impossibile. Dal 1992 è vietata la vendita a scopo alimentare in Italia; dal 2004 invece l’Unione Europea ha vietato la vendita ed il consumo del pesce palla.

Il Wasabi

Il Wasabi

 
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Il wasabi altro non è che una spezia di origine nipponica, conosciuta nel mondo occidentale grazie agli ormai numerosi ristoranti giapponesi. Il suo nome scientifico è “eutrema japonicum”, e si tratta di una piantina, la cui radice viene utilizzata nella preparazione della famosa salsa di accompagnamento.

Oltre al suo gusto particolare, il wasabi presenta, tra le altre, le seguenti proprietà benefiche:
antibatterico: aiuta, ad esempio, la salute dentale, ostacolando la diffusione di batteri che si formano all’interno del cavo orale.
antisettico: è in grado di rallentare lo sviluppo dei microbi, ed è per questo motivo che generalmente accompagna il pesce crudo.
anticancro: è ricco di sostanze in grado di annullare agenti cancerogeni ancor prima che inneschino il tumore.
balsamico: in caso di raffreddore si rivela un vero e proprio toccasana per le vie respiratorie.

Vi aspettiamo!

Sushi al salmone, origine norvegese

Sushi al salmone, origine norvegese

 
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Il tuo sushi preferito è quello al Salmone?
Beh allora sappi che non devi ringraziare un anziano e saggio chef giapponese, quanto piuttosto il norvegese Bjorn Eirik Olsen!

Circa 30 anni fa infatti il Giappone si trovò a fronteggiare una grave mancanza di pesce.
Al contrario la Norvegia disponeva di una enorme quantità di salmone, ma voleva evitare di saturare il proprio mercato interno.
La soluzione perciò si presentò da sè e a vantaggio di entrambi i popoli.

La prossima volta che mangerete sushi o sashimi di salmone nel nostro ristorante, ringraziate il nostro amico norvegese.

Skal!!!

Nighiri

Nighiri

 
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La cucina italiana è amata in tutto il mondo e tutti gli italiani considerano la loro cucina un vero e proprio patrimonio. Negli ultimi anni però molti hanno cominciato ad apprezzare anche altre gastronomie. Una fra tutte, la cucina giapponese. Il cibo giapponese ha avuto un grandissimo successo in Italia, come dimostrano i numerosi ristoranti cinesi e giapponesi presenti in quasi tutte le città italiane. Per alcuni è diventata un’abitudine, per altri è solo una moda, per altri ancora è un vero piacere gustativo.

Uno dei piatti più apprezzati, ordinati e conosciuti è il nighiri-sushi, una polpettina di riso abbinato ad una fettina di pesce crudo tagliato a regola d’arte. È forse una delle preparazioni più semplici della cucina giapponese, ma è anche quella più consigliata quando si prova per la prima volta questo tipo di cibo.

La preparazione del riso è quella classica utilizzata per la preparazione di tutte le tipologie di sushi, come uramaki, hossomaki e temaki. I nighiri si differenziano in base al pesce che viene adagiato sopra al riso: si possono trovare nighiri di salmone (sake), tonno (maguro), gambero (ebi), branzino (suzuki), orata (kurokai), anguilla grigliata (unaghi) o polpo cotto (tako).

Il nighiri è un piatto delicato ma gustoso che può essere condito con qualche goccia di salsa di soia.

Consiglio: non inzuppare il nighiri nella salsa di soia, bagnalo leggermente solo dalla parte del pesce.

Curiosità: se sei in difficoltà con le bacchette, puoi mangiare il nighiri anche con le mani!

La tempura

La tempura

 
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Spesso, soprattutto in estate, si evita di ordinare e mangiare la classica frittura di pesce o di verdure perché appesantisce e in generale non fa molto bene alla salute.
Dal Giappone però arriva una frittura leggera e delicata che rende gli ingredienti gustosi e poco pesanti: si tratta della tempura.

La tempura è una tecnica di frittura che arriva direttamente dall’oriente, molto semplice e versatile. La leggerezza che differenzia la tempura dalla classica frittura è data dallo shock termico. Fondamentale è la pastella, che viene preparata solo con farina di riso e acqua frizzante fredda. La pastella viene mescolata poco e deve essere mantenuta più fredda possibile. Anche gli alimenti che si vogliono friggere devono essere ben freddi e infarinati, prima di buttarli nella pastella e poi fritti. Altro elemento importante nella preparazione di una perfetta tempura è la temperatura dell’olio, la quale non deve superare i 180°.

Il nome tempura però non è di origine giapponese, bensì latina e legata alla tradizione cristiana. Secondo la tradizione, la tempura nasce grazie ai primi contatti tra i giapponesi, i marinai portoghesi e i missionari cristiani. Quest’ultimi, all’inizio di ogni stagione osservavano tre giorni di digiuno nei quali si nutrivano solo di verdure e pesce. Questo periodo di digiuno veniva chiamato “tempora”, da cui il nome tempura.

Uramaki Rainbow Roll

Uramaki Rainbow Roll

 
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Vuoi far colpo sulla tua famiglia o sui tuoi ospiti? Segui questa ricetta e prepara anche tu il nostro gustosissimo Uramaki Rainbow Roll!

Ingredienti:
– 625 g di riso per sushi
– 690 ml di acqua
– 1 foglia di alga kombu
– 100 ml di aceto di riso
– 1 cucchiaino di sale
– 2 cucchiai di zucchero
– 1 cucchiaio di sakè (facoltativo)
– Fogli alga nori
– 200 gr di gamberi sgusciati
– 1 avocado
– Carpaccio di pesce misto (salmone, tonno, branzino) qb
– Maionese o formaggio spalmabile qb

Preparazione:
1. Lavare il riso finché l’acqua non rimane trasparente.
2. Lasciare riposare il riso in 690 ml di acqua per 3 ore (se siete di fretta, lasciate riposare almeno 1 ora).
3. Mentre il riso riposa, passa alla preparazione degli altri ingredienti. Infilza i gamberi in uno spiedino lungo il dorso (per non farli arricciare) e sbollentateli per un minuto in acqua bollente. Lasciarli riposare togliendo lo spiedino.
4. Tagliare l’avocato a fettine lunghe. Rivestire con la pellicola la stuoietta per sushi.
5. Tagliare a metà la foglia di alga nori, disporla sulla stuoietta con la parte lucida verso il basso e con il lato lungo verso di te.
6. Preparare la marinatura del riso: mescolare 100 ml di aceto di riso, 2 cucchiai di zucchero e 1 cucchiaio di sale. Mettere la miscela sul fuoco a fiamma bassa e mescolate finché zucchero e sale non si sciolgono (non portare a ebollizione).
7. Dopo aver fatto riposare il riso, appoggiare l’alga kombu sul riso ricoprendolo. Coprire la pentola con un coperchio e mettere la pentola sul fuoco a fiamma altafinché bolle, poi abbassare la fiamma il più possibile e continuare la cottura per 10 minuti. Infine lasciare riposare per altri 10 minuti a fuoco spento. In questo passaggio è importantissimo NON SOLLEVARE MAI il coperchio.
8. Mettete il riso in una ciotola di legno o vetro e con un mestolo di legno bagnato nella marinatura (punto 6) cominciare a separare il riso “tagliandolo”. Intanto versare lentamente la marinatura nel riso (non a filo con flusso diretto) continuando a separare i chicchi. Contemporaneamente, sventolare il riso con un ventaglio per intiepidirlo.
9. Una volta pronto, distribuire una parte di riso sull’alga nori formando uno strato di 1 cm.
10. Con cautela girare l’alga dall’altra parte (in questo modo si avrà il riso a contatto con la pellicola). Spalmare al centro un po’ di maionese o di formaggio spalmabile e posizionarci sopra gamberi e avocato.
11. Cominciare ad arrotolare aiutandovi con la stuoietta. Una volta arrotolato, compattare bene il rotolo ottenuto e togliere la stuoietta.
12. Posizionare le fette di carpaccio sul rotolo, aggiungendo a piacere anche fettine sottili di avocado.
13. Con un coltello a lama affilata e bagnata in acqua e aceto di riso, tagliarlo a rondelle uguale
14. Servitelo con zenzero e wasabi.

Buon appetito!

Cosa evitare quando si mangia cibo giapponese

Cosa evitare quando si mangia cibo giapponese

 
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Gli chef giapponesi mettono sempre molta cura e tecnica per preparare i loro piatti e per renderli perfetti anche visivamente. Tuttavia, i commensali spesso commettono degli errori quando mangiano cibo giapponese:

Annegare il nighiri nella salsa di soia
In questo modo i sapori del pesce crudo vengono coperti dal sapore della salsa di soia. Per evitarlo basta immergere il nighiri dalla parte del pesce.

Mettere lo zenzero sul sushi
Lo zenzero deve essere utilizzato per pulire il palato tra un taglio di pesce e l’altro, in modo tale da non confondere i sapori.

Mangiare il ramen “in silenzio”
Nella cultura italiana si è abituati a non fare rumore mentre si mangia, mentre nella cultura giapponese, assaporare il ramen in modo rumoroso è considerato un segno di rispetto nei confronti dello chef.

Mescolare wasabi e salsa di soia
Essendo la salsa di soia molto salata e il wasabi molto speziato, il sapore fresco e delicato del pesce potrebbe venire compromesso.

Tenere le bacchette in modo sbagliato
Non si deve mai posizionare le bacchette verticalmente nella ciotola di riso quando si mangia: questo ricorda i funerali.

Mangiare la zuppa di miso con il cucchiaio
A differenza degli italiani, i giapponesi mangiano la zuppa di miso sorseggiandola direttamente dalla scodella.

Versarsi da solo il sake
È consuetudine in Giappone servire da un vassoio centrale gli altri commensali che, a loro volta, lo verseranno a chi l’ha servito loro.

Bere sake con piatti di riso
La tradizione vuole che il sake non venga servito con piatti di riso perché entrambi sono fatti con il riso e ciò causerebbe un conflitto di sapori.

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Street Food Giapponese

Street Food Giapponese

 
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Nella stagione estiva che ormai è alle porte, in Giappone le strade si riempiono di colori e sapori.
Ancora molto sconosciuti nel nostro continente, i cibi di strada, cosiddetti “street food” rappresentano una realtà molto forte nel territorio nipponico.

Se mai andrete in Giappone vi capiterà di incrociare molto spesso bancarelle o food truck, specialmente nel periodo estivo, in cui ricorrono numerosi festival nelle strade cittadine.

Ecco alcuni dei piatti tipici dello street food giapponese:

Okonomiyaki
L’okonomiyaki è un piatto a base di foglie di cavolo e impasto di uva, farina e acqua, condito solitamente con carne e vegetali ma gli ingredienti possono essere i più vari. Il tutto viene cucinato su una piastra (teppan) e servito con maionese e salse tipiche.

Takoyaki
Si tratta di una delle specialità tipiche di Osaka: è una polpetta fatta di pastella, polipo spezzettato, zenzero marinato, cipolla verde, guarnita con salsa okonomiyaki, alga verde, maionese e katsuobushi.

Tori no Karaage
Il Tori no Karaage è il classico pollo fritto, in cui i bocconcini vengono fatti marinare per due o tre ore in una mistura di salsa di soia, mirin, sake, aglio e zenzero poi passati nella farina e fecola di patate ed infine fritti.

Yakisoba
Si tratta di spaghetti di grano saraceno saltati in padella o su piastra. Per questo piatto vengono utilizzati gli spaghetti impiegati per i noodles oppure quelli per gli udon. Solitamente vengono cucinati con carote, cipolle, cavoli o anche con carne o pesce.

Tsukune
Gli Tsukune sono spiedini di polpette di pollo in salsa tara, preparata con zenzero, aglio, cipollotto, mirin, zucchero e salsa di soia.

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Alga nori

Alga nori

 
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La Nori è l’alga più famosa e maggiormente utilizzata nella preparazione del sushi.

Si tratta di un’ alga rossa proveniente dal Giappone chiamata anche “lattuga di mare”, il cui nome scientifico è “Porphyra tenera” o “Porphyra yezoensis” appartenente alla classe delle Rodoficee che risale al 533-544 d.C.

In Giappone circa 370 chilometri quadrati di mare sono adibiti alla sua coltivazione. Le alghe vengono coltivate direttamente in mare, dove vengono fatte crescere su reti appese alla superficie dell’acqua. Le piante crescono molto rapidamente, infatti entro 50 giorni dalla semina le fronde hanno già una lunghezza di 15-20 cm e in meno di 2 mesi si ha il primo raccolto. Una volta raccolti e lavati, i talli dell’alga nori vengono tagliati finemente fino a formare una poltiglia. A questo punto vengono versati in un recipiente di metallo dove vengono trasformati in fogli sottili che verranno poi fatti essiccare in camere d’aria calda ed infine tagliati e confezionati.

Quali sono i benefici?
Le alghe nori sono un alimento ad alto contenuto proteico e dalla elevata presenza di vitamine (A, B, e C), sali minerali e sopratutto Omega 3
Sono inoltre particolarmente ricche di acidi grassi polinsaturi che hanno proprietà antiaggreganti, antitrombosi, ipocolesterolemizzanti, stimolanti della produzione di ormoni.

L’alga Nori è anche efficace contro l’eczema e la desquamazione del derma, aiutando la pelle a diventare più elastica e flessibile.
In cucina l’alga Nori è utilizzata principalmente per la preparazione dei Maki o come involucro per il sushi e l’Onigiri.
Viene inoltre utilizzato anche come contorno e aromatizzante per la preparazione di pasta e zuppa, per brodi e piatti a base di pesce.

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